lunedì 9 maggio 2011

Buone maniere

Quello qui sotto è un esempio di un poster che invita a "comportarsi bene" nei confronti delle altre persone. In Giappone sono molto diffusi e ce ne sono di molti tipi. Normalmente sono situati nelle stazioni, e spesso - come in questo caso - riguardano il comportamento sul treno.

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sabato 7 maggio 2011

Risparmio energetico

Dal giorno del terremoto siamo ormai abituati a trovare un po' ovunque dei cartelli che ci avvertono che in un determinato ambiente in cui ci troviamo è in corso il 節電 (SETSUDEN, risparmio di energia elettrica) a causa del quale ci sono meno luci del solito (anche sui treni, per esempio), le scale mobili sono dimezzate (funzionano solo quelle che salgono), l'aria condizionata è spenta, e così via.

Tutte situazioni lodevoli e che in fondo causano poco disturbo ai cittadini. L'altro giorno, però, in un bagno pubblico, quando ho cercato il getto d'aria calda e l'ho trovato a risparmiare energia, un po' mi ha dato fastidio…

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P.S.
In realtà nei bagni pubblici giapponesi è difficile trovare qualcosa per asciugarsi, che sia carta o getto d'aria, perciò di solito ci portiamo dietro un mini asciugamano per queste evenienze. Ma quel giorno non avevo con me la borsa…

venerdì 6 maggio 2011

In banca

Questo è un poster che ho visto appeso all'interno di una banca giapponese. Invita ad utilizzare carte di credito e mutui con giudizio, senza farsi prendere dalla smania di acquisti di cui poi si rischia di pentirsi.

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giovedì 5 maggio 2011

Il colonnello e la tradizione

Oggi è la festa dei bambini (maschi). Chi non sa che cos'è può leggerne una descrizione in questa pagina. Intanto io vi offro un Colonnello Sanders (fondatore e "mascotte" della catena di fast food Kentucky Fried Chicken, molto diffusa da queste parti) vestito per l'occasione. La fascia, una sorta di "Forza Giappone!", credo non sia usuale, ma dovuta alla contingenza attuale.

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In questa pagina potete vederlo "al naturale" e in altri due abiti con cui viene vestito in occasione di altre feste.

mercoledì 27 aprile 2011

Un poco più buia

I blackout programmati di cui parlavo qui sono stati sospesi (da due o tre settimane, ormai). Le misure adottate da ditte e privati per risparmiare energia funzionano, perciò si prevede che fino all'estate la domanda di elettricità sarà inferiore all'offerta. Quando arriverà il caldo, però, e cominceranno ad accendersi i condizionatori, allora è probabile che la Tepco riprenderà a staccare la corrente a turni stabiliti.

In questa pagina ho trovato un bellissimo video (che riporto anche qui sotto) che all'inizio mette a confronto la diversa illuminazione di alcune zone di Tokyo adesso rispetto a qualche mese fa. Come dice il titolo stesso del video, le strade sono più buie, ma solo leggermente.
Il video è anche in HD, quindi guardatevelo ingrandito per bene.

mercoledì 20 aprile 2011

Repubblica invece di vergognarsi continua a raccontare bugie

Ormai il suo nome è una barzelletta, tra chi ha un minimo di conoscenza delle cose che accadono veramente in Giappone. Parlo del signor Giampaolo Visetti, l'inviato di Repubblica che più di tutti ha inventato e continua a inventare, tanto da farmi sospettare che lui in Giappone non ci sia mai stato veramente. Anzi, lo spero per lui. Uno che scrive certe cose stando veramente dove dice di essere, o è cieco e sordo oppure è accecato e assordato da interessi suoi personali o della testata per cui scrive.

Di Visetti avevamo parlato già nel post "Repubblica deve solo vergognarsi" e in "Il giornalismo, quello 'vero'". Nell'ultimo post avevo anche citato questa e questa pagina del blog "Giappone Mon Amour", in cui venivano dimostrato che praticamente tutti i personaggi intervistati o incontrati dal Visetti sono sue creazioni artistiche a cui ha dato nomi rubati a personaggi reali citati nei giornali stranieri.

Per quanto sia abituato a scribacchini inetti e in cattiva fede, non riesco veramente a capire come sia possibile che il Visetti continui a fare indisturbato il suo lavoro. O forse lo capisco, anche se a fatica. Questa storia mi ha ricordato infatti quella di Tommaso Debenedetti, il giornalista che si inventava le interviste con gli scrittori famosi, finché a un certo punto i non-intervistati se ne sono accorti e la cosa si è scoperta.

Chi non conosce questa storia se la può leggere con comodo in questa pagina del blog Onlyon, mentre in quest'altra del Post è riportata anche un'intervista a Debenedetti riguardo ai suoi falsi. Nessun redattore gli ha mai domandato prove, nessuno gli ha mai fatto domande. Nel panorama odierno della stampa, dice, sono cose che si possono fare senza alcun rischio.
Perché lo faceva? Per "gusto, per passione, per divertimento". Eppure, nonostante i suoi contatti con scrittori tanto importanti, nessun giornale a cui proponeva le interviste gli offriva un contratto.
Era come se in redazione sapessero che questi colloqui erano inventati e nonostante questo, pensassero: “Tanto non ci scopre nessuno”.
Come riassume il blog Onlyon:
gli scandali che escono fuori sono riconducibili al cattivo stato del giornalismo italiano: sensazionalista (perché il soggetto in questione puntava molto sulle affermazioni degli scrittori contrarie alle aspettative) […] e incapace di fare domande (perché c'è voluta una giornalista che da New York facesse un paio di telefonate per scoprire la versione dell'inventore di incontri)
Nelle interviste di Debenedetti gli scrittori parlavano tutti male di Obama, quelli di sinistra diventavano improvvisamente di destra, e così via. Nel caso di Visetti i suoi intervistati parlano male del governo, dell'energia nucleare, addirittura dell'imperatore e si lamentano di tutto quello di cui si lamenterebbe Visetti se fosse al loro posto.

Ma sono solo fandonie. Le ultime (per ora) sono quelle esaminate quasi parola per parola da Mamoru di Giappopazzie, in un post dal titolo un po' forte, ma che rispecchia quello che molti di noi italiani in Giappone pensiamo:

Vogliamo e prentendiamo "la testa" di Visetti

È un post cominciato dieci giorni fa, ma l'ultimo aggiornamento è di oggi.

sabato 16 aprile 2011

A scuola!

Il 5 aprile mio figlio ha cominciato la prima elementare (in Giappone l'anno scolastico comincia in primavera). Lo stesso giorno ha ricevuto i suoi primi libri, e io li ho filmati.
Se ne avete i mezzi, vi consiglio di guardare il video in alta definizione (720p) e a tutto schermo, altrimenti molte cose non si vedono.